Un riscontro alle nove domande
Chiediamo risposte scritte complete, con gli atti che spiegano la localizzazione, i pareri espressi e le garanzie richieste per la Valle.
Restiamo contrari alla localizzazione dell’impianto di betonaggio e frantumazione in una valle abitata, boschiva e turistica.
Dopo l’assemblea del 12 ottobre abbiamo inviato agli enti una lettera via PEC con nove domande e richieste di risposte scritte. Il dialogo non è un assenso.

Abbiamo trasmesso la lettera con le nove domande alla Prefettura di Como, ANAS, Regione Lombardia, Consorzio Stabile SIS, Provincia di Como e ai Comuni di Centro Valle Intelvi, Dizzasco e Tremezzina. Chiediamo un riscontro scritto sia sugli aspetti tecnici sia sulle scelte politiche e amministrative.
Secondo il Comitato, le risposte date all’assemblea del 12 ottobre sono state parziali e non esaustive. Il confronto deve proseguire con atti accessibili, responsabilità precise e garanzie per i cittadini.
La disponibilità al dialogo non cambia la posizione del Comitato. Il prossimo passo è ottenere risposte puntuali alla lettera e concordare un tavolo che produca impegni verificabili.
Chiediamo risposte scritte complete, con gli atti che spiegano la localizzazione, i pareri espressi e le garanzie richieste per la Valle.
Residenti, Comitato, amministrazioni e soggetti competenti: occorre definire avvio, partecipanti, ordine del giorno e verbali.
Per ogni tutela e ogni intervento chiediamo chi ne è responsabile, quando sarà attuato e in quale documento sarà formalizzato.
È normale che uno studio previsionale contenga margini d'incertezza. Non è accettabile trasferire tutto il rischio sui residenti. Prima dell'avvio chiediamo parametri iniziali, soglie di attenzione, controlli e una procedura vincolante di intervento se rumore, polveri o altri impatti saranno superiori alle previsioni.
Sono i nove quesiti riproposti nella lettera dopo l’assemblea del 12 ottobre. Chiediamo agli enti competenti di rispondere per iscritto, anche sulle ragioni delle scelte politiche e amministrative.
Dopo che l’area di Via al Faree è stata scartata, perché il Comune di Centro Valle Intelvi ha proposto proprio questa localizzazione? Quali alternative sono state confrontate, comprese eventuali localizzazioni fuori dalla valle?
Perché il Comune di Centro Valle Intelvi ha espresso parere favorevole alla deroga acustica e all’uso temporaneo dell’area? Quali garanzie ha chiesto per i residenti?
Il Comune di Dizzasco era inizialmente contrario e poi ha espresso parere favorevole. Che cosa è cambiato? Quali criticità iniziali sono state risolte e con quali atti?
Quanti camion transiteranno ogni giorno e in quali orari? Chi farà rispettare eventuali limiti? Come saranno tutelati la viabilità e i sottoservizi lungo la SP13?
Quali attività si svolgeranno di notte? Come saranno controllati rumore e illuminazione presso le abitazioni?
Come saranno protetti l’acqua potabile e il fiume Telo? Chi controllerà la qualità delle acque e renderà pubblici i risultati?
Chi controllerà polveri, rumore e manutenzione dell’impianto? Che cosa succederà se le prescrizioni non saranno rispettate?
Oltre agli alberi e alle schermature, quali opere di compensazione sono state chieste per la valle? Chi le finanzierà e quando saranno realizzate?
Quanto durerà davvero l’attività e chi garantirà il ripristino completo dell’area? Nei documenti consultati, l’AUA indica 15 anni, mentre lo schema di convenzione prevede 3 anni, prorogabili di altri 2: quale durata si applicherà?
Una rete adeguata ai rischi, con dati H24 per rumore, traffico e parametri monitorabili in continuo, e verifiche periodiche su acque, biodiversità e territorio.
La disponibilità verbale a potenziare le barriere acustiche deve diventare una procedura scritta, con tempi e responsabilità.
Richiediamo valori e percorsi effettivi dei mezzi pesanti, compresa l'acqua trasportata, e piani precisi per eventuali incidenti o contaminazioni.
La fine dell'utilizzo dichiarata dai responsabili deve risultare in un cronoprogramma, con obblighi di rimozione e ripristino e verifiche finali.
Conserviamo le immagini già presenti nella versione precedente di Intelvi Radar. Le mappe sono elaborazioni illustrative del Comitato, con confini indicativi: non sostituiscono gli elaborati catastali o progettuali ufficiali.
Planimetria, sezioni e raccolta delle acque: questi sono gli elaborati progettuali ricevuti, distinti dalle mappe illustrative del Comitato. Apri una tavola e usa lo zoom per leggere i dettagli; il PDF originale resta scaricabile.



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